Adla Magione del Tau

ADLA MAGIONE DEL TAU – VESTIRE NEL MEDIOEVO
Abbigliamento e Accessori del XIII secolo

Testi
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Andrea Guerzoni - Remo Buosi
Alessandro Strinati (per le didascalie dei saraceni)

Fotografie
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Luca Bellandi, “Flaminio Fotografia”, Andrea Guerzoni,
Paolo Scarpa, “Casa della Fotografia”

 

Nato da un’idea coltivata separatamente da entrambi per alcuni anni e dalla convinzione che qualcosa del genere mancasse, nel panorama editoriale italiano, questo libro è frutto di una comune passione - ma dovremmo dire mania - per il medioevo in genere e l’abbigliamento medievale specificatamente: esso rappresenta il nostro modesto tentativo di raccontare un periodo storico amato profondamente, per immagini (che più colpiscono il lettore ed allo stesso tempo rappresentano un indubbio veicolo di conoscenza immediata) affinché sia possibile comprendere, almeno per ciò che concerne il tema di questa pubblicazione, le reali condizioni dell’uomo vissuto nell’occidente cristiano del XIII secolo.

La nostra scommessa è questa: riuscire a tradurre quanto abbiamo appreso e sperimentato nel corso degli anni attraverso il lavoro delle associazioni storiche delle quali facciamo parte - i «Cavalieri del Tau» di Altopascio e la «Compagnia de’ Peon» di Conegliano - in modo tale da essere d’aiuto a semplici curiosi o appassionati che intendono approfondire l’argomento da noi trattato.
Oltre che una scommessa, la nostra è anche una duplice sfida: in primo luogo divulgare in modo comprensibile al lettore concetti e notizie del mondo medievale ed in secondo luogo dimostrare, con i fatti, che così come per il medioevo vi sono luoghi comuni da sfatare, anche per i molti gruppi ed associazioni che operano in questo campo facendo del rigore e della ricostruzione fedele il proprio imperativo, deve essere sfatato l’ormai anacronistico appellativo di folcloristici, laddove il termine è impiegato per descrivere qualcosa fatto alla buona, con approssimazione e poco rispetto della storia.

Dietro questo lavoro - che non ha velleità di alcun genere e non contiene nessuna verità assoluta - ci sono anni ed anni di studi e ricostruzioni, grazie ai quali siamo riusciti a produrre sperimentando in prima persona tutte le varie fasi della realizzazione di abiti, cinture, copricapo, borse e calzature in buona parte fatti tutti a mano.
La forma da noi scelta per illustrare i vari argomenti è essenziale poiché abbiamo preferito, come già detto più volte, far parlare le immagini; il testo e le fotografie dei personaggi sono accompagnati da un cospicuo numero di miniature tratte da manoscritti del 1200 e da sculture policrome coeve, per consentire un raffronto pur minimo con l’iconografia medievale. Molti noteranno - come lo noteranno studiosi ed appassionati - che tra le miniature proposte una buona parte provengono da un’unica fonte, la cosiddetta «Bibbia Maciejowski», eccezionale manoscritto dell’Antico Testamento risalente alla metà del XIII secolo: abbiamo scelto di utilizzare tali raffigurazioni poiché ci sentiamo di asserire che convenzionalmente in esse è descritto l’intero panorama dell’abbigliamento, civile e militare, dell’epoca; non ce ne vogliano i puristi per questa scelta: siamo sicuri che niente va perduto del rigore che ci siamo prefissi ed anzi, in qualche modo, la realistica riproduzione degli indumenti della «Maciejowski» consente di apprezzare maggiormente particolari fino ad ora poco conosciuti.    

Ci sarebbe piaciuto estendere questo lavoro analizzando anche le caratteristiche, seppur minime, dell’abbigliamento delle varie zone d’Italia, ma ne sarebbe risultata un'opera al di sopra dei nostri mezzi. Va comunque detto che gioca in qualche modo a nostro favore il fatto che nel XIII secolo - almeno fino alla sua metà - a parte peculiari adattamenti locali, la moda era generalmente uniforme sopratutto nel taglio degli abiti, per cui ci azzardiamo ad asserire che uno stesso capo era confezionato in modo simile sia in Piemonte sia in Puglia, pur con minime differenze.
Il Duecento fu, a nostro avviso, un periodo di transizione nel campo dell’abbigliamento, poiché in esso si trovano ancora reminiscenze di mode passate ed embrioni di nuove tendenze, che sbocceranno solo verso la fine del secolo per poi proseguire e giungere a compimento nel 1300, dove possiamo iniziare a parlare di moda all'italiana, alla francese, ecc.
Maggiori differenze ed innovazioni, come di seguito illustreremo, si trovano nel campo dell'equipaggiamento militare, dove l'Italia si distingue dal resto dell’Europa occidentale per le diverse condizioni climatiche  ed i continui contatti con il mondo orientale.

Un altro grosso problema che abbiamo riscontrato sono i nomi con i quali si identificavano i singoli capi di vestiario: se certi erano denominati praticamente allo stesso modo in buona parte della penisola, e quindi con tale termine si individuava proprio quel tipo di indumento, per la maggior parte degli altri vi erano molti nomi uguali o simili che identificavano ora un capo ora un altro, e questo variava ancora da regione a regione, da città a città. In questa confusione abbiamo tentato, con l’aiuto dei testi a disposizione, di attribuire ai singoli capi che troverete fotografati e descritti, il nome o i nomi con i quali, pensiamo noi, erano conosciuti all’epoca.

Premettiamo inoltre che alcune nostre ricostruzioni, specialmente in ambito militare, sono, in mancanza di dati certi, frutto di personali conclusioni, basate su più informazioni raccolte da varie fonti, messe assieme ed elaborate sino a creare la nostra verità, che certo non vuole essere unica ed assoluta, ma semmai punto di partenza per discussioni e scambi di informazioni con tutti coloro che vorranno esprimere la loro idea in merito.

Andrea Guerzoni e Remo Buosi