Confraternita dell' Orso

La confraternita Dell’Orso è una compagnia d'arme, nonché un gruppo di rievocazione storica e archeologia sperimentale medievale di Brescia. La sua missione è lo studio degli aspetti del vivere civile e militare nel periodo tra il 1194 e il 1250 D.C., gli anni in cui visse e operò Federico II di Svevia, in uno dei territori cruciali nella vita dell’imperatore: la zona Lombardo/Veneta. La Confraternita dell’Orso offre la marzialità dell’apprendimento di tecniche di combattimento con vere riproduzioni di armi medievali, la cura nell’allestimento di accampamenti militari, nella rea-lizzazione di armature e molti altri oggetti in legno, cuoio, stoffa, metallo. Partecipa a duelli, giochi d’arme, battaglie campali e assedi, il tutto tenendo fede a studi di scrupolosi di trattati, iconografie e tutte quelle risorse che possono contribuire ad una più coerente e realistica ricostruzione del XIII secolo. In particolare, l'attenzione della Confraternita è focalizzata sulla ricostruzione di un nucleo di fanteria ghibellina al seguito dell'esercito imperiale. Per quanto affine, in fatto di armamento e organizzazione, alle fanterie comunali del periodo, l'unità militare prescelta spicca nello specifico per l'utilizzo di combattenti appiedati dotati di grande esperienza. Uomini capaci di maneggiare le armi più disparate, quasi dei professionisti della guerra, a seguito delle lunghe campagne intraprese in Europa, in particolare nel nord Italia, tra le fila imperiali. E' in fase di approfondimento la figura del ronconiere cremonese, membro di un reparto di fanteria ghibellina famoso nei trattati per la sua efficacia in battaglia.

Nell’ultimo periodo stiamo sviluppando ricostruzioni di alcune figure del 1200: il Fabbro, in grado di allestire una forgia e produrre manufatti sul campo come chiodi e piccole armi come coltelli e punte di lancia; la Tessitrice, filando la lana e producendo manufatti realizzati a mano grazie all’ ausilio di un telaio e come ultima figura siamo lieti di presentare il progetto “conio di Brescia” riproducendo con un vero conio il Grosso Bresciano, moneta che fu coniata e utilizzata sul territorio a partire dall’ alba del XIII sec.

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